È solo l’inizio …

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Martedì 16 Maggio le realtà che hanno partecipato al percorso si sono incontrate per l’ultimo momento de La comunità al centro con la Sindaca, Giulia Mugnai, con l’Assessore alle politiche sociali, Ottavia Meazzini, e con le referenti comunali dei settori coinvolti Elisabetta Bargilli per il sociale e Maria Cristina Bonechi per la cultura. A conclusione di questi mesi di lavoro insieme La comunità al centro inizia un percorso autonomo in cui la collaborazione con l’Amministrazione diventa diretta e non più mediata. Si è così deciso di creare un Tavolo permanente e istituzionalizzato di lavoro che manterrà il nome del percorso e che sarà aperto e inclusivo verso le realtà del territorio ma anche i singoli cittadini che vorranno gradualmente entrare a farne parte. Il tavolo avrà incontri mensili con ordini del giorno chiari e condivisi e obiettivi concreti, per valorizzare le esperienze e le risorse esistenti e sapersi dare sempre nuovi obiettivi operativi.  Tre i temi di progettazione da cui prenderà avvio il lavoro: Comunità nelle scuole, per condividere tra le diverse realtà e l’Amministrazione una progettazione unica da presentare agli Istituti comprensivi in vista del nuovo anno scolastico sul tema del valore della diversità, cercando anche di aprirsi ad altre esperienze di lavoro, come quella del programma regionale di formazione denominato “La pace s’insegna e si impara”.  Comunità e inclusione sociale, per ampliare e integrare quanto già sperimentato dall’Amministrazione in tema di accesso dei soggetti fragili ad attività sportive e culturali, consolidando il dialogo con le realtà sportive locali. Comunità integrata, per ampliare  e innovare la rete di attività e iniziative di accoglienza sul territorio anche in vista dell’arrivo nella frazione di Borgo alla croce di  gruppo di rifugiati e richiedenti asilo e costruire una relazione positiva tra comunità migrante e comunità accogliente. Il Tavolo lavorerà anche alla costruzione di un calendario condiviso di iniziative e alla progettazione di eventi pubblici in piazza, come momenti di coinvolgimento attivo della città. Il blog, gestito dai partecipanti con la collaborazione dell’Amministrazione, resterà uno strumento di narrazione e di condivisione delle contenuti del tavolo, per assicurare continuità e visibilità al lavoro nonché memoria di tutte le iniziative. Questi mesi insieme lasciano il segno dell’importanza della progettualità condivisa, perché –  anche in un territorio dove l’associazionismo è forte e diffuso –  è centrale riuscire a fare rete sia per dare un valore aggiunto ai progetti sia per far fronte a situazioni nuove.  Fare rete significa anche attivare la collaborazione tra realtà che si occupano di temi diversi, aprirsi a nuovi obiettivi e contaminarsi gli uni con gli altri. In questa prospettiva l’Amministrazione avrà il ruolo di coordinare le varie attività e risorse e centrale sarà non solo la presenza dei riferimenti politici ma anche la relazione con gli uffici tecnici. Durante gli incontri, che garantiranno l’importanza del contatto e della relazione personale, i partecipanti applicheranno le modalità di discussione e di condivisione dei contenuti sperimentati durante il percorso. Forte la motivazione tra i presenti “non è cosi difficile collaborare, basta volerlo!” ma, al tempo stesso, grande la consapevolezza che la difficoltà spesso non sta nell’avviare una nuova esperienza ma nel darle seguito, perché “dopo che hai piantato le piante devi annaffiare il giardino”.  Come Sociolab ringraziamo tutti per la partecipazione, l’impegno e il valore dei contributi e delle proposte: è stato un percorso di coprogettazione che ha aperto prospettive concrete di lavoro ma soprattutto un importante momento di empowerment di comunità. Arrivederci a presto!   

Tutte le voci di un’unica storia

A conclusione della giornata del 6 Maggio Lentopede ci ha voluto narrare una storia:
il comune di Figline e Incisa Valdarno raccontato attraverso la percezione degli utenti del centro l’Aquilone e dei richiedenti asilo ospiti della cooperativa il Cenacolo. Vi proponiamo questo breve video nato dai suoni del territorio, dipinti in seguito dai ragazzi dell’Aquilone, e da una narrazione fotografica realizzata dai migranti della cooperativa.

#UHALALI

Nella giornata del 6 maggio, che ha visto la Comunità al centro scendere in piazza, Coop21 e Libera hanno realizzato questo video che è al tempo stesso il racconto di un’iniziativa volta a promuovere la sensibilizzazione e l’informazione sui temi della legalità coinvolgendo fasce di cittadini di età diversa, che la sintesi degli obiettivi del percorso: fare rete con le altre realtà del territorio in un progetto comune di costruzione di comunità, animare la città e sostenere valori e obiettivi condivisi.

Comunità bagnata, comunità fortunata

 

La Comunità al Centro scende in piazza

Nonostante la pioggia, sabato 6 Maggio, la Comunità è scesa comunque in piazza.

La giornata è iniziata con la restituzione sotto i portici in piazza don Bosco dei laboratori didattici svolti nelle scuole dell’Istituto comprensivo di scuole di Figline e Incisa Valdarno: da una parte, i lavori degli studenti realizzati insieme agli “Angeli del Bello” sulla riqualificazione degli spazi pubblici del Comune; dall’altra, l’allestimento degli elaborati delle classi delle scuole primarie e secondarie (Matassino, Cavicchi. Leonardo da Vinci) sul concetto di identità e diversità, occasione per i più piccoli di interagire con fantasia e originalità  all’interno del percorso “La comunità al centro”.

Alle 14.00 i fratelli Afroukh hanno aperto le porte dell’associazione Amici del Valdarno, accogliendo i partecipanti nel Centro islamico in via Castelguinelli, per offrire loro in segno di ospitalità un tè alla menta accompagnato da pasticcini marocchini.

Altre attività hanno animato poi il pomeriggio di Figline: i giochi di Coop21 e di Libera, il live  painting dei ragazzi  dell’Aquilone e i telai di A.se.ba in piazza Don Bosco; mentre all’Oratorio Figline e Incisa a Colori  realizzava laboratori didattici con i bambini e una partita di calcetto.

Dalle 18.00 sul palco allestito in Piazza Don Bosco si sono alternati il coro dell’Impruneta di Sphinx & Gorgò, quello della Chiesa avventista del settimo giorno, il coro della Chiesa Ortodossa e il complessino dei migranti di Loppiano, in uno spirito di grande collaborazione per far fronte alla pioggia incessante: oltre che dalla pioggia, la piazza è stata inondata anche da canti e musica.

A fine giornata è stato proiettato il video, realizzato dall’associazione Lentopede, sulla percezione del territorio da parte degli utenti dell’Aquilone e dei migranti del Cenacolo e, a degna conclusione di un’iniziativa all’insegna dello spirito di comunità, è stato offerto un aperitivo dall’Auser e dal Circolo Arci Rinascita di Figline e organizzata una cena collaborativa presso l’Oratorio.

Ringraziamo tutte e tutti per l’entusiasmo, la resistenza alle intemperie e la reciproca solidarietà: comunità è anche cantare insieme sotto la pioggia!

Il percorso “La comunità al centro” si concluderà martedì 16 maggio con l’ultimo appuntamento di coprogettazione tra Amministrazione e realtà del territorio (dalle 18 alle 20, presso la sede di Figline del Palazzo comunale): l’obiettivo è quello di creare strumenti e percorsi che diano continuità a questa esperienza e di avviare alcune proposte concrete emerse dal percorso.

 

La Comunità al Centro scende in piazza

 

La Comunità al Centro scende in piazza

Sabato 6 maggio il percorso “La Comunità al centro” scenderà in piazza per una serie di eventi e di iniziative promosse dalle varie realtà territoriali che hanno partecipato al percorso e coprogettato la giornata.

Si parte alle 10 con la partita di tennis organizzata al centro sportivo di Incisa (via Leonardo da Vinci 26) dall’associazione Fun Tennis.

Alle 14 invece ci sposteremo al Centro culturale islamico (in via Casteguinelli 7, Figline) per una visita guidata e un tè con l’associazione che ne porta avanti le attività, gli Amici del Valdarno.

Alle 14.30, invece, l’appuntamento è in piazza Don Bosco, punto di partenza della biciclettata organizzata da Valdarno in bici per le vie di Figline con arrivo in via Roma, presso l’Oratorio Don Bosco. Ed è proprio all’Oratorio Don Bosco che, a partire dalle 15, saranno previsti giochi, partite di calcetto, laboratori e una mostra didattica che coinvolgerà i bambini dell’Istituto Comprensivo di Figline.

Dalle 16, invece, di nuovo in piazza Don Bosco, dove i ragazzi di Aseba e del centro L’Aquilone saranno impegnati in una dimostrazione live di pittura; mentre Libera e Coop 21 cureranno una serie di giochi interattivi sulla legalità.

Per tutta la giornata in piazza saranno anche esposti i risultati dei laboratori didattici realizzati all’interno del percorso e dagli Angeli del bello.

Dalle 18 la piazza si trasformerà, invece, in un palcoscenico con le esibizioni del Coro giovanile dell’Impruneta, in collaborazione con l’associazione Sphinx e Gorgò; dei Cori della Chiesa Avventista e della Chiesa Ortodossa e del Complessino dei Migranti di Loppiano.

È nella sede Auser di Figline (piazza Don Bosco) che alle 19 ai partecipanti sarà offerto un aperitivo da parte di Auser e Arci, per poi procedere con la proiezione di un documentario, curato dell’associazione Lentopede, che racconta la storia degli abitanti di Figline e Incisa per riscoprire il territorio attraverso le narrazioni dei cittadini.

La giornata si concluderà alle 19.30, con il concerto della Band Freud’s Statement Project.

Vi aspettiamo per raccontarvi il percorso e chiedere a tutti cosa è per voi comunità!

La Comunità al Centro scende in piazza

Creare una comunità insieme

Creare una comunità insieme

Giovedì 20 Aprile, presso la sede del centro sociale “Il Giardino”, le realtà del territorio che hanno preso parte ai diversi momenti del percorso si sono confrontate direttamente con l’Amministrazione.

In apertura, l’assessora, Ottavia Meazzini, ha ribadito la priorità di consolidare nel lungo periodo la rete tra le varie realtà e il Comune per “creare una comunità insieme”.

Il percorso ha consentito fino ad oggi di condividere una visione di comunità, di far emergere priorità di intervento, di raccogliere punti di vista e di dar loro un’unica cornice: in questa chiave, comunità vuol dire anche saper uscire dai confini delle singole realtà associative e lavorare insieme, per mettere in rete gli strumenti, le risorse, le competenze e per integrare gli obiettivi.

Si è aperta, poi,  la presentazione delle proposte elaborate per capire, innanzitutto, nel confronto con l’Amministrazione quali strumenti e progetti sono già presenti e attivi sul territorio. Cristina Bonechi, responsabile dell’Ufficio Partecipazione, ha sottolineato che la coprogettazione è uno strumento fondamentale e che la ricchezza del tessuto associativo locale è la ricchezza stessa della comunità ma come, al tempo stesso, sia importante “partire dai contenitori che esistono già e svilupparli”, coordinandosi al meglio, per non disperdere idee e per dare valore aggiunto alle proposte. In primo luogo, ad esempio, dotandosi di un calendario condiviso e di appuntamenti fissi con le associazioni, come occasioni importanti per sperimentare la collaborazione, migliorando la comunicazione alla città, perché anche “dare visibilità alle attività organizzate dal Comune e dalle associazioni significa fare comunità”.

I partecipanti hanno, poi, descritto i tre ambiti di attività, emersi dagli incontri precedenti, individuando una sorta di tavoli di lavoro:

  • “Comunità nelle scuole”, con azioni focalizzate su laboratori didattici per presentare alle scuole un unico programma di offerta formativa sul concetto di comunità, lavorando sull’inclusione come valore, anche da un punto di vista religioso.
  • “Comunità e inclusione sociale”, con il consolidamento della rete associativa per ampliare l’offerta di servizi gratuiti, valorizzando le esperienze positive e migliorando l’informazione sui servizi ma anche integrando sportelli e attività già esistenti con nuova offerta (“restoring family”, inserimento di persone diversamente abili nel mondo del lavoro, lotta allo spreco e recupero materiali informatici).
  • “Comunità integrata, con percorsi di narrazione e di documentazione a supporto di processi di integrazione sul territorio. In particolare, è stata posta all’attenzione l’iniziativa di alcuni cittadini della frazione di Poggio alla Croce, che accoglierà a breve un gruppo di richiedenti asilo, di creare un blog (https://poggioallacroce.wordpress.com). Nel contesto della Comunità al centro, l’appello di Poggio alla croce “Noi abbiamo bisogno di voi!” ha un doppio significato: da una parte, coprogettare proposte per aiutare a percepire questi nuovi arrivi nella comunità come una risorsa (ad esempio, con una mappatura delle loro competenze) e collaborare con l’Amministrazione per quanto concerne gli aspetti formativi e burocratici; dall’altra, una vera e propria richiesta di sostegno e collaborazione alle realtà già attive e competenti sul territorio.

Il prossimo appuntamento sarà quello con le iniziative in piazza di sabato 6 maggio.

L’ultimo momento di coprogettazione sulle attività dei tre tavoli individuati sarà, invece, previsto per il 16 maggio, dalle 18 alle 20, presso la sede di Figline del Consiglio comunale.

“La comunità” va al mercato!

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“La Comunità al centro” è uscita per due giornate nelle piazze dei mercati: Incisa, Matassino e Figline per informare i cittadini e le cittadine sul percorso e chiedere loro “Cosa è per te comunità?”.

Una domanda complessa e posta a bruciapelo ma che ha fatto emergere una nuvola di parole: la centralità dello stare insieme ma anche tante caratteristiche indispensabili per garantirne solidità e tante necessità a cui deve saper rispondere.

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Sala gremita, la comunità al centro!

Come fare comunità?

Sala gremita al Palazzo Pretorio di Figline mercoledì 5 aprile.

Oltre 100 persone hanno partecipato all’incontro pubblico sul tema “Come fare comunità: sfide e opportunità nel dialogo interculturale e interreligioso”, un momento aperto di approfondimento all’interno del percorso La comunità al centro.

A partire dalle parole chiave emerse fino ad oggi dagli incontri, gli ospiti della serata – Piero Coda, preside dell’Istituto Universitario di Sophia; Izzedin Elzir, Imam di Firenze; Letizia Tomassone, Pastora della Chiesa valdese di Firenze e Giovanni Nerdini, Vicario generale della Diocesi di Fiesole – hanno sviluppato una riflessione sull’importanza del dialogo come primo strumento di responsabilità diffusa verso la comunità.

A partire dall’assunto condiviso che nella relazione con l’altro si esprime una necessità umana e che il dialogo si pone come elemento costitutivo del nostro essere umani, quest’ultimo è stato presentato come risultato della combinazione di quattro elementi: visione, rapporto, progetto e cammino.

Dialogo, quindi, come impegno, non sempre semplice e non sempre lineare, per cui occorrono coraggio e concretezza e in cui il riconoscimento dell’altro è il primo passo per la costruzione della comunità, di un’interazione come vera integrazione e di cui contatto e ascolto sono strumenti.

Bisogna saper accogliere la sfida della multiculturalità e condividere le esperienze positive attivate sul territorio attraverso uno “sforzo” serio e concreto, importante strumento per  affrontare la diversità e abbandonare i pregiudizi, per uscire dai luoghi comuni e dai “ghetti mentali”.

“Tutti gli esseri umani cercano un luogo da chiamare casa” e costruire comunità significa creare relazioni calde, accoglienti, immedesimarsi e dialogare ma anche acquisire consapevolezza delle disuguaglianze; perché il processo deve partire da relazioni di ascolto e di solidarietà ma anche dalla consapevolezza delle disuguaglianze nell’accesso ai beni comuni, ai servizi, al lavoro e al sociale.

In questo quadro di valori, La comunità al centro si inserisce come passo iniziale e momento di avvio di un processo che vede coinvolti i singoli cittadini, le comunità religiose, le associazioni del territorio, le scuole, le diverse realtà attive sul territorio e in cui interlocutore centrale  deve restare la politica. La collaborazione tra associazioni, l’Amministrazione e i cittadini tramite la creazione di una rete di risorse e di competenze può, infatti, consentire di raggiungere risultati importanti e proprio dalle esigenze di confronto e ascolto della comunità occorre partire.

In questo quadro, gli interventi di Andreas Formiconi e di Don Martino hanno concluso il confronto, segnalando la necessità di affrontare costruttivamente la questione dei richiedenti asilo che a breve troveranno ospitalità nella frazione di Poggio la Croce e su cui la Società di Mutuo Soccorso locale sta portando avanti un discorso di dialogo e accoglienza (https://poggioallacroce.wordpress.com/) e per rivolgere un appello ai partecipanti e all’intera Comunità al centro: “Abbiamo bisogno di voi!”.